19 settembre 2016 | by La Redazione Puglia IDV
La denuncia di Pellegrino (Idv)

Canosa, al contrario delle altre città della Bat, non cresce economicamente ed è ferma al palo da diversi anni. I motivi del suo declino sono dovuti principalmente al fatto che negli anni si sono avvicendate amministrazioni incapaci di programmare lo sviluppo sociale ed economico della nostra città. Nel tempo sono fallite la realizzazione del Museo […]

Canosa, al contrario delle altre città della Bat, non cresce economicamente ed è ferma al palo da diversi anni. I motivi del suo declino sono dovuti principalmente al fatto che negli anni si sono avvicendate amministrazioni incapaci di programmare lo sviluppo sociale ed economico della nostra città. Nel tempo sono fallite la realizzazione del Museo e del San Giorgio Village, cavalli di battaglia di campagne elettorali e l’ organizzazione del comparto agricolo che rappresenta l’ economia trainante del nostro territorio.
Nel 2012, dopo 10 anni di amministrazione di Centro Destra, con l’ elezione del dr. La Salvia , si sperava di dare una svolta alla città grazie a un programma elettorale che, proponendosi di dare un taglio netto con la politica del passato, aveva l’ ambizione di inaugurare una nuova stagione fondata sulla trasparenza, sulla democrazia partecipata e legalità.
Purtroppo il programma è rimasto sulla carta, nulla o quasi è stato realizzato e mai la popolazione o le varie associazioni sono state interpellata sulle scelte per il futuro di Canosa. Programmare per creare sviluppo di una città significa raccogliere le istanze del territorio per trasformarle in progetti finanziabili andando ad individuare le fonti di finanziamento, predisporre i tempi di realizzazione nonché i dovuti controlli secondo un serio cronoprogramma dei lavori. Inoltre, tale programmazione non può prescindere dalle modalità di attuazione delle gare di appalto che devono fondarsi sulla trasparenza, legalita, sicurezza e innovazione.
Accade a Canosa che a causa di una fallimentare programmazione di sviluppo, mai aperta alle competenze del territorio, sono stati sperperati finanziamenti per strutture inutili e per lavori fatti male e senza controllo. Lavori che in alcuni casi hanno addirittura prodotto danni. Un esempio di questo fallimento progettuale è la mancata realizzazione del villaggio per gli artigiani in zona D6, detta Costantinopoli. Un progetto che, partito con presupposti di irregolarità, collocato su un territorio infelice pieno di vuoti sotterranei, non solo non ha visto la luce ma ha anche prodotto danni alla collettività per oltre 500 mila euro oltre a quelli per mancato sviluppo.
Altro esempio quello della Zona D2 destinata ad insediamenti produttivi agroalimentari. Nel gennaio 2016, l’ ex vice sindaco Basile assessore ai lavori pubblici, convinto sostenitore della continuità amministrativa col passato, annunciava sui media: “Praticamente ultimata la prima vera zona industriale di Canosa. Si invitano gli imprenditori locali e non ad investire nella nuova zona. …”. Il tutto corredato da foto.
Ebbene, dopo otto mesi, di quella che doveva essere la nuova zona industriale, sono rimaste solo strade che sprofondano non solo a causa delle piogge, come alcuni assessori e tecnici comunali vorrebbero farci credere, ma per altre cause, visto che sprofondavano già dal mese di Luglio, quando mi sono recato personalmente sul posto per fotografare quelle strade già dissestate, nonché il degrado di tutta l’ area.
Sono stati spesi circa 4 milioni di euro per realizzare questa zona, che se progettata a regola d’ arte, avrebbe contribuito sicuramente a dare un nuovo impulso all’ economia, nella considerazione che molte aziende locali sono in attesa di costruire urgentemente i propri opifici. Da controlli documentali è emerso che ad oggi è stato eseguito il 96% dei lavori previsti dal progetto esecutivo, in sostanza quasi tutto.
Chi sono i realizzatori di questo progetto? Un’ associazione temporanea d’ imprese ( ATI) formata dalle seguenti aziende : Gecos s.r.l. (Capogruppo), Impresa Facciolongo e Impresa Leone che si aggiudicarono l’ appalto per l’ esecuzione dei lavori, inoltre, un progettista scelto dall’ ATI, un direttore lavori , un collaudatore e il RUP nella figura del dirigente dell’ ufficio tecnico di Canosa.
A tutti questi soggetti sono state versate per intero le loro spettanze pari a 4 milioni di euro , cioè circa 8 miliardi di vecchie lire, mentre ai cittadini rimarranno le strade dissestate, il mutuo da pagare, di oltre 900 mila euro, contratto per la quota di cofinanziamento con i relativi interessi e ancora il mancato sviluppo. Mi chiedo per inciso: è mai possibile che a Canosa queste anomalie le veda solo il consigliere Pellegrino? Dove sono e cosa fanno gli altri consiglieri eletti per rappresentare gli interessi dei cittadini ?
Al momento sono tutti impegnati in grandi manovre per prepararsi alla fiction della prossima campagna elettorale della serie : il vecchio che avanza!
Ora, considerando che questa amministrazione anziché tener fede al programma ha inteso attuare la continuità amministrativa con quella passata di centrodestra , sorge spontanea un’ altra domanda : questo silenzio è attribuibile al fatto che tutti si sentano corresponsabili del fallimento di questi progetti compresi il San Giorgio, il museo, la gestione dei rifiuti , del cimitero e quan’ altro ?
Inoltre, continuo a chiedermi: esistono controlli da parte degli organi preposti, dirigenti dei vari uffici , Polizia Municipale, assessori?
La stessa popolazione, i contadini che hanno i terreni nelle vicinanze della zona, perché non segnalano?
Perchè si ha paura di parlare? La città non crescerà mai se la popolazione non reagisce, se non diventa parte attiva nelle scelte, se non partecipa alla vita sociale, se non controlla e denuncia gli illeciti, se non espone le proprie idee e proposte, se non dà un taglio netto col passato».

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