27 luglio 2016 | by La Redazione Puglia IDV
Il governo pone la fiducia, oggi il voto

Come ampiamente prevedibile, il governo ha chiesto il voto di fiducia sul decreto Il va. Iniziano stamattina alle 9.30 le dichiarazioni di voto sul decreto Ilva al Senato. Dopo un’ ora e mezza ci sarà la prima chiama dei senatori per il voto. La strada è in discesa per la conversione in legge che aveva […]

Come ampiamente prevedibile, il governo ha chiesto il voto di fiducia sul decreto Il va. Iniziano stamattina alle 9.30 le dichiarazioni di voto sul decreto Ilva al Senato. Dopo un’ ora e mezza ci sarà la prima chiama dei senatori per il voto. La strada è in discesa per la conversione in legge che aveva la scadenza al giorno 8 agosto. «Un decreto che tiene insieme standard e rispetto dell’ ambiente e della salute con il rilancio industriale del complesso, la tutela dell’ occupazione e delle piccole e medie imprese dell’ indotto». Camilla Fabbri, senatrice Pd e correlatore del provvedimento, si è espressa così ieri a Palazzo Madama. Di parere opposto il senatore Francesco Bruni del gruppo Conservatori e RIformisti che ha illustrato la questione pregiudiziale presentata in Aula. «Sfugge a questo governo, e ne abbiamo avuto ripetute evidenze, che l’ utilizzo della decretazione d’ urgenza debba sottostare a precise condizioni. In questo caso, per il fatto di riprodurre il contenuto di altri decreti legge, senza introdurre variazioni sostanziali, nel provvedimento in discussione viene meno lo stesso presupposto del requisito straordinario di necessità e urgenza.
Queste disposizioni nulla apporteranno in termini di benefici per la disastrosa situazione di Taranto. A ciò si aggiunga che la dilazione dei tempi e le variazioni in merito alle date ultime di completamento degli interventi, reiterate dai diversi decreti che si sono succeduti in questi anni, non hanno con seguito alcun vantaggio sul piano economico ed industriale.
Questa ulteriore proroga per la realizzazione del piano integrato ambientale, si pone per altro in palese contrasto con i fondamentali obblighi di tutela dell’ ambiente e della salute, sanciti dalla Costituzione».
Anche Italia dei Valori ha criticato aspramente i contenuti del provvedimento. I senatori Alessandra Bencini e Francesco Molinari e il responsabile nazionale del laboratorio sul lavoro, Maurizio Zipponi, hanno paragonato la situazione taran tina a «Bagnoli, in cui l’ azienda ha chiuso in dieci anni lasciando a casa i lavoratori e mantenendo inalterati i danni di veleni diffusi nella terra, nell’ aria, nell’ acqua di quel sito. Il ministro Calenda deve assumersi la responsabilità diretta nel determinare i tempi compatibili con un’ impresa che deve stare sul mercato con qualità, efficienza e innovazione tecnologica. I soldi per difendere la salute dei cittadini e bonificare le aree ci sono, in quanto messi a disposizione dal governo, ma rischiano con i tempi adottati, di essere buttati a mare».
E contro il decreto si è consumata la marcia dell’ Unione sindacale di base ieri con sciopero di 24 ore. Un corteo fino all’ Eni, il giorno 26 luglio.
Simboliche entrambe le scelte: da una parte l’ azienda guidata da Emma Marcegaglia, in gara per l’ acquisizione di Ilva. Dall’ altra la data: il 26 luglio di quattro anni fa, il sequestro da parte della magistratura. «Unico baluardo di legalità» ha commentato il coordinatore Usb, Francesco Rizzo.

Leave a Reply

— required *

— required *



Indirizzo Nazionale:
Via di Santa Maria in Via, 12 00187 - Roma

Telefono Nazionale
06-69923306

Email: info@italiadeivalori.it
Le nostre immagini
Ultimi Tweet
'footernav', 'container' => '')); ?>
Italia dei Valori - Puglia | Tutti i diritti riservati ©