19 luglio 2016 | by La Redazione Puglia IDV
La coalizione fa quadrato e mette all’angolo il vicesindaco dimissionario

GALATINA. «È inaccettabile che l’ assessore alle partecipate ed all’ambiente, Roberta Forte, prenda oggi le distanze dal problema, con motivazioni populistiche, dopo quattro anni di precise responsabilità politiche ed amministrative per le scelte nel tempo assunte». Dopo il Pd, ora anche la lista Patti chiari -Italia dei valori, prende le distanze dal vicesindaco Roberta Forte […]

GALATINA. «È inaccettabile che l’ assessore alle partecipate ed all’ambiente, Roberta Forte, prenda oggi le distanze dal problema, con motivazioni populistiche, dopo quattro anni di precise responsabilità politiche ed amministrative per le scelte nel tempo assunte».
Dopo il Pd, ora anche la lista Patti chiari -Italia dei valori, prende le distanze dal vicesindaco Roberta Forte di Rifondazione comunista dimessasi nei giorni scorsi dopo la decisione dell’ amministrazione comunale di prevedere un aumento di 700 mila euro sulla Tari per la copertura di alcuni squilibri finanziari. La lista Patti chiari ed Idv, che è rappresentata in consiglio da Biagio Galante e Luigi Boselli ed in giunta da Patrizia Sabella, rivendica “il rigore e il senso di responsabilità di questa amministrazione nell’adottare una revisione del piano economico finanziario della tariffa rifiuti 2016, anteponendo gli interessi della città alle logiche di partito o ad i facili consensi elettorali”. Per il gruppo politico si tratta di un atto dovuto per ripristinare gli equilibri di cassa di un bilancio comunale gravato fortemente negli anni dai mancati introiti della Tari, e per scongiurare il default dell’ente, con inevitabili conseguenze per la città soprattutto in ambito economico -finanziario e sociale.
«Chi governa – dicono – si assume la responsabilità di scelte anche dolorose ed impopolari, ma necessarie per futuro della propria comunità. Le motivazioni delle dimissioni del vicesindaco Roberta Forte sono del tutto singolari ed appaiono un inutile tentativo di scaricare su altri la responsabilità di scelte impopolari che, al contrario, si sono dimostrate obbligate, anche e soprattutto a causa della propria disattenzione nel gestire le deleghe conferitele. Ci saremmo aspettati dal vicesindaco, in quanto assessore all’ Ambiente, alle partecipate ed all’ Urbanistica, un onesto e sereno mea culpa, piuttosto che un atteggiamento perseverante nella demagogia sterile, utile solo a suggestionare i cittadini, forse convinta che la ricerca del consenso a tutti i costi valga di più del raccontare una verità scomoda».
Da parte sua, Roberta Forte resta ferma sulle sue posizioni. «Non è sicuramente semplice recuperare 800mila euro per garantire gli equilibri di cassa – dice Forte – ma seguire la strada più semplice, data da una bollettazione integrativa di 700mila euro è ingiusto ed inaccettabile. La politica deve trovare soluzioni e fare di tutto per portarle a buon fine anche quando gli uffici le ritengono difficilmente praticabili, perché i cittadini hanno conferito fiducia ed hanno dato il mandato del governo cittadino alla politica, non agli uffici».
Rifondazione comunista sembra quindi allontanarsi sempre di più dalla maggioranza e la crisi sembra avvicinarsi velocemente.

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