18 maggio 2016 | by La Redazione Puglia IDV
Legittima difesa «Andate a firmare la petizione»

L’associazione “Laboratorio cittadino” interviene per sottolineare l’ importanza la petizione per la legge riguardante la modifica di alcuni articoli del codice penale in merito alla legittima difesa e la violazione di domicilio: “Finalmente qualcuno si è reso conto della necessità di una maggiore tutela dell’inviolabilità del domicilio e dell’estensione della legittima difesa”, si legge nella […]

L’associazione “Laboratorio cittadino” interviene per sottolineare l’ importanza la petizione per la legge riguardante la modifica di alcuni articoli del codice penale in merito alla legittima difesa e la violazione di domicilio: “Finalmente qualcuno si è reso conto della necessità di una maggiore tutela dell’inviolabilità del domicilio e dell’estensione della legittima difesa”, si legge nella nota.
La proposta di legge è finalizzata a modificare gli articoli 55 e 614 del codice penale escludendo l’ eccesso colposo in legittima difesa, vale a dire legittimare il padrone di casa a poter difendere se stesso e i propri beni senza subire denunce.
La modifica dell’articolo 614, invece, richiede l’ aumento della pena fino a 6 anni per chi commette il reato di violazione di domicilio ed un ulteriore aumento fino a 7 anni nel caso in cui il colpevole sia palesemente armato al momento dell’aggressione.
Infine, la proposta di legge mira anche a negare il risarcimento danni in caso di lesioni subite dall’aggressore da parte del padrone di casa.
Un’ azione a carattere popolare che, secondo ‘Laboratorio cittadino’, è stata totalmente snobbata dall’amministrazione cittadina, rea di non aver comunicato la possibilità di sottoscrivere la petizione presso gli uffici comunali e di non aver dato visibilità alla stessa sul sito istituzionale, come accaduto per altre azioni simili: “Ci sorprende che il nostro comune non si sia preoccupato di informare i cittadini a riguardo. Ci chiediamo come mai non ve ne sia neppure una minima menzione sul sito istituzionale comunale.
Eppure la petizione è stata depositata presso il nostro ufficio anagrafe già dallo scorso primo aprile. Non sappiamo se tale distrazione – sottolineano dall’associazione – sia dovuta a motivi politici. Se così fosse vogliamo ribadire con forza che sulla protezione delle nostre case e di chi ci vive non ci dovrebbero essere opinioni di destra o di sinistra ma solo un sano buon senso.
Chi è interessato ad aderire all’iniziativa dovrà recarsi, entro il 25 maggio, presso l’ ufficio anagrafe del comune dove troverà l’ apposito modulo da sottoscrivere dimostrando di essere residente a Martina e mostrando la propria carta d’ identità.
“Si deve andare a firmare perché non è giusto confondere l’ aggredito con l’ aggressore, un padre di famiglia con un delinquente che mette in pericolo noi, i nostri cari e le nostre abitazioni”, conclude la nota dell’associazione.

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