11 maggio 2016 | by La Redazione Puglia IDV
«Subito un tavolo con il nuovo ministro»

«Sosteniamo la richiesta delle organizzazioni sindacali al nuovo ministro dello Sviluppo economico di convocare tutti gli attori delle manifestazioni di interesse per l’Ilva, selezionandoli con criteri trasparenti che abbiano innanzitutto a cuore l’ interesse dell’Italia». A dirlo è il segretario nazionale dell’Italia dei Valori Ignazio Messina, tra i primi a commentare gli esiti delle audizioni […]

«Sosteniamo la richiesta delle organizzazioni sindacali al nuovo ministro dello Sviluppo economico di convocare tutti gli attori delle manifestazioni di interesse per l’Ilva, selezionandoli con criteri trasparenti che abbiano innanzitutto a cuore l’ interesse dell’Italia». A dirlo è il segretario nazionale dell’Italia dei Valori Ignazio Messina, tra i primi a commentare gli esiti delle audizioni iniziate alla Camera dei Deputati. «Idv condivide le preoccupazioni espresse dai sindacati nell’audizione parlamentare sul futuro della più grande acciaieria d’ Europa. Entro la fine di maggio dovranno essere depositate le proposte d’ acquisto e sin d’ ora appare chiaro che stanno prevalendo interessi internazionali tesi a ridurre e poi chiudere l’Ilva. In questa direzione va sicuramente la proposta degli indiani di ArcelorMittal».
Per Idv Cassa Depositi e Prestiti non potrà mai sostenere questa cordata «semplicemente perché è contraria ad ogni interesse nazionale del settore». «Noi – ha concluso Messina – sosteniamo occorra un piano industriale come minimo da 8 milioni di tonnellate annue di produzione, garanzia occupazionale per l’ Ilva e per l’indotto, garanzie finanzia- rie per attuare tutte le bonifiche previste e infine la ricostruzione di un corretto rapporto con la magistratura». I segretari nazionali a Roma con i rappresentanti di Taranto. Il dibattito sul futuro del- l’Ilva non si placa, soprattutto tra i sindacalisti: «Siamo in un momento delicato in vista del- la scadenza del bando – dice Giuseppe Massafra, segretario generale della Cgil di Taranto – perché le notizie riportate in questi giorni mettono in risalto opzioni sull’acquisto che il sindacato valuta in maniera diffe- rente. La nostra idea – prose- gue Massafra – è che vada evi- tata la condizione per la quale l’Ilva finisca nelle mani di un competitor che potrebbe essere interessato esclusivamente al- l’acquisizione di quote di mer- cato. Mentre auspichiamo che il futuro di questa fabbrica e dei suoi 15mila addetti, venga risposto nelle mani di un grup- po che sappia rilanciarne la produttiva nell’ottica del rispet- to dell’ambiente e della salute proprio attraverso investimenti in innovazione che salvino il processo produttivo e non ne facciano un altro caso di di- smissione senza futuro e senza rispetto». Nella delegazione Cisl in- sieme al segretario nazionale Giuseppe Farina, c’erano Anto- nio Castellucci segretario joni- co, Raffaele Apetino della Fim Cisl nazionale e Valerio D’Alò, segretario generale Fim Cisl Taranto. «Sostenia- mo con decisione la necessità di un confronto serrato e di merito con chi andrà a rilevare il Gruppo, nel momento in cui se ne conoscerà il piano indu- striale che, però, dovrà neces- sariamente contenere investi- menti, innovazione, ambienta- lizzazione – dichiarano con- giuntamente Antonio Castelluc- ci e Valerio D’Alò – così co- me importante sarà la salva- guardia occupazionale non so- lo dei dipendenti diretti dell’Il- va ma anche di chi è stato ed è impegnato nell’indotto e nel- l’appalto, cioè di quelle miglia- ia di lavoratori e delle loro fa- miglie ormai al collasso socia- le simboleggiato dal rischio di restare senza lavoro e senza reddito non essendoci, ancora, garanzie per ulteriori ammortizzatori sociali».

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