16 aprile 2016 | by La Redazione Puglia IDV
Legittima difesa e pene più severe, Sciagura e Lauda ai foggiani: “Metteteci una firma”

Antonio Lauda, coordinatore foggiano dell’ Italia dei Valori e il consigliere comunale, Marcello Sciagura, invitano i cittadini tutti a recarsi presso il Comune, in corso Garibaldi all’ ufficio protocollo, per firmare per la proposta di legge popolare per punire più severamente la violazione della proprietà privata attraverso il raddoppio delle pene (attualmente fissate da un […]

Antonio Lauda, coordinatore foggiano dell’ Italia dei Valori e il consigliere comunale, Marcello Sciagura, invitano i cittadini tutti a recarsi presso il Comune, in corso Garibaldi all’ ufficio protocollo, per firmare per la proposta di legge popolare per punire più severamente la violazione della proprietà privata attraverso il raddoppio delle pene (attualmente fissate da un minimo di 6 mesi ad un massimo di tre anni, proponiamo di portarle da un minimo di un anno ad un massimo di sei anni), potenziando la possibilità della legittima difesa, oggi alquanto limitate escludendo poi qualsiasi responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si è introdotto nella privata dimora. Sciagura e Lauda sottolineano come i numerosi casi in cui , anche a Foggia e in provincia, bande di criminali si introducono nelle abitazioni o nei luoghi dove viene esercitata un’ attività commerciale, professionale o imprenditoriale, mettendo a repentaglio l’ incolumità delle vittime: “Noi dell’ Italia dei Valori crediamo che l’ inviolabilità delle nostre case o più in generale le nostre proprietà sia un principio irrinunciabile da difendere con fermezza. Nello stesso tempo diciamo no alla giustizia “fai da te”, ma è ora che i cittadini onesti debbano essere più tutelati e debbano godere di una fattispecie di legittima difesa che sia più ampia rispetto a quanto previsto dalla legge vigente”. I due esponenti dell’ Italia dei Valori aggiungono : “Vogliamo così impedire che l’ aggressione si trasformi in vittima. Infatti ad oggi, è possibile per legge richiedere, da parte dello stesso aggressore e in determinate circostanze, il risarcimento dei danni, ne è un caso emblematico ( e purtroppo, non unico) la vicenda del rigattiere veneto Ermes Martinelli, morto da alcuni mesi, ma nel 2006 al centro della vicenda che lo vide coinvolto per aver sparato ai due ladri penetrati nel suo deposito ( uno dei due delinquenti, che all’ epoca fu ferito, proprio di recente è stato riarrestato per un altro furto). Martinelli per questo, fu condannato ad un maxi risarcimento ( che ora, peraltro, dovrà accollarsi la Stato alla luce della rinuncia dell’ unico erede)”.

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