29 marzo 2016 | by La Redazione Puglia IDV
Ecco tutti gli errori commessi dalla Giunta La Salvia

È un oggetto di ardua esplicitazione ed in- tendimento tutto ciò che scrive e dice il sindaco di Canosa, Ernesto La Salvia, a sostegno (sic) del suo operato e del suo non governo e/o malgoverno. Non governare è più grave che mal governare. Diventa molto più semplice descrivere questa am- ministrazione La Salvia in negativo: […]

È un oggetto di ardua esplicitazione ed in- tendimento tutto ciò che scrive e dice il sindaco di Canosa, Ernesto La Salvia, a sostegno (sic) del suo operato e del suo non governo e/o malgoverno. Non governare è più grave che mal governare. Diventa molto più semplice descrivere questa am- ministrazione La Salvia in negativo: non vi è una progettazione della città, né vi sono stati negli ultimi quattro anni azioni politiche di rilancio del territorio, né si possono elencare progetti nel sociale tesi alla difesa degli umili e dei disoccupati, non si anno- verano attività in materia di rilancio del commercio, non vi è stata alcuna iniziativa per il rilancio cul- turale, non c’è stata nessuna iniziativa tendete a favorire i giovani, non si dispone di elenco di idee attuative nel campo delle infrastrutture pubbliche, né si rinvengono proposte migliorative per diminuire la tassazione ai cittadini o per ottimizzare la macchina amministrativa con specializzazioni serie e conte- nimento delle spese. GLI SPRECHI -Ad onor del vero, tutto questo ed altro convive agevolmente con l’aver dissipato danaro e/o deprecabilmente r i nu n c i at o alla realizzazione del Centro anziani, ad aver assicurato a costo zero ad accogliere il Centro per l’impiego sborsando cifre per renderlo fruibile, pari a decenni di fitto a terzi, ad aver umiliato e sconfortato diversi imprenditori canosini privati della possibilità di realizzare proprie attività (D6), a rinviare in Regione diversi milioni di euro destinati ad un Pirp approvato, l’aver abban- donato la programmazione del Piano sociale, aver ch i u s o il teatro Lembo, aver di fatto sacrificato, mantenendo una posizione ambigua ed inconcluden- te, l’ospedale di Canosa sull’altare di una pavida sudditanza nei confronti dei vertici regionali; aver reinviato alla Regione delle risorse destinate al Mu- seo, aver sperperato denaro per contenziosi inutili e non ultimo ad aver amministrato con il manuale narcisista dell’io, senza condivisione, senza con- fronto e senza ascolto dei cittadini. Il sindaco Ernesto La Salvia ha unicamente pro- dotto una deprimente insalata di proclami, annunci, spot, al grado zero della sapienza produttiva am- ministrativa, ma con presenzialismi e tagli di nastro su iniziative di altri. QUALE STABILITÀ? -Ma oggi, con sgomento, ap- prendiamo dal sommo locale che, con l’ennesimo rimpasto, si è data continuità alla stabilità dell’am – ministrazione, cioè si continua a malgovernare. Un sospetto nasce spontaneo: ma stabilità è sinonimo di assicurazione del proprio scranno? In effetti i nu ov i assessori sembrano individuati con il manuale Cen- celli, di dorotea memoria, unico metodo che consente di gover nare anche agli incapaci. Con grande enfasi dice di affidare ad un esper to l’assessorato al bilancio dimenticando l’attività mul- tidisciplinare del perito tecnico Piscitelli, in sostanza ammette dopo 14 mesi che il bilancio era gestito da un incompetente, lo stesso che addirittura per il suo operato viene promosso sul campo a vicesindaco. Piscitelli non ha apportato nessuna idea proget- tuale per migliorare la situazione economica dell’En – te, ma ha provveduto solo all’aumento della tas- sazione applicando l’aliquota massima portandola dal’1,7 al 2,5 per mille, aumento che ha sottratto dalle tasche dei cittadini circa 400 mila euro in un anno, vanificando così tutto il lavoro certosino svolto pre- cedentemente dalla dottoressa Laura Lupu, finaliz- zato ad evitare maggiore pressione fiscale. Questa è la chiara e netta confessione della superficialità del sindaco nel distribuire incarichi e del disinteresse per la collettività. LE DELEGHE -Altra considerazione verte sul fatto che La Salvia ha tenuto per sè le deleghe dell’ur – banistica e dei lavori pubblici con la risultante che il medico amministratore oltre a conoscere tali ambiti sottolinea la sua p a d ro n a n z a esecutiva ed opera- t iva . Alcuni, sia nelle piazze reali che virtuali, ipo- tizzano, senza ritegno alcuno, che La Salvia, attesi gli ultimi eventi della magistratura abbia deciso in pri- ma persona di essere il garante della trasparenza e della legalità, ma dimenticando gli eventuali conflitti di interesse per i rapporti parentali esistenti. Il suo ostentato unilaterale garantismo non ha nulla a che vedere con i doveri di trasparenza che riguardano la prevenzione dei conflitti di interessi a prescindere dall’esistenza o meno di illeciti. Forse è questa la continuità della stabilità am- m i n i s t r at iva ? Ricordiamo al sindaco di attuare la Carta di Pisa, che non è altro che il codice comportamentale degli amministratori locali su tematiche come la traspa- renza, i conflitti di interessi e la legalità. Non essere più sindaco è un ottimo esempio di buon governo per la nostra Canosa

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