10 maggio 2014 | by La Redazione Puglia IDV
La tesi di Tosi

Oramai la vecchia teoria del complotto delle toghe rosse è diventata difficile da somministrare e la tesi di Tosi sarebbe ridicola se, al momento non fosse drammatica. Gli arresti ad orologeria di cui parla, sostenuto da Berlusconi, sono di fatto una verità agghiacciante e narrano di un partito nelle mani di un folto numero di […]

Oramai la vecchia teoria del complotto delle toghe rosse è diventata difficile da somministrare e la tesi di Tosi sarebbe ridicola se, al momento non fosse drammatica. Gli arresti ad orologeria di cui parla, sostenuto da Berlusconi, sono di fatto una verità agghiacciante e narrano di un partito nelle mani di un folto numero di condannati per reati mafiosi. Gianstefano Frigerio, pluricondannato per corruzione e concussione ed ex deputato di Forza Italia, già dirigente del partito in Lombardia (ma fatto eleggere in Puglia sotto altro nome di battesimo); Luigi Grillo, ex senatore del PDL, appena arrestato per alcuni episodi di turbativa d’asta e corruzione legati all’Expo; Amedeo Matacena, due volte deputato di Forza Italia e ras del partito di Berlusconi in Calabria, condannato a 5 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa, per i suoi rapporti con le ‘ndrine di Reggio Calabria, attualmente latitante a Dubai; Claudio Scaiola, ex ministro degli interni del PDL, potente esponente berlusconiano della Liguria ed attualmente recluso a Regina Coeli; Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’economia del Governo Berlusconi e potente esponente del PDL in Campania (ex coordinatore regionale), già arrestato nel 2013 per i reati di concorso esterno in associazione camorristica, reimpiego di capitali illeciti e corruzione e riarrestato i primi d’aprile del 2014 per estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica; Marcello Dell’Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi e “capo” del PDL in Sicilia, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, attualmente latitante in Libano. Tutti “galantuomini” agli arresti o latitanti o sui quali pende un mandato di cattura. Tutti coordinatori, di fatto, del PDL-Forza Italia nelle rispettive regioni di appartenenza. Tutti uomini dell’ex Cavaliere. I nomi dei “disonorevoli” non finiscono qui, ma già bastano per disegnare un quadro inquietante dello scacchiere dell’uomo dei servizi sociali. Un “sistema” più che un partito politico. Si sa da sempre che la criminalità organizzata ha fatto patti con la politica, ma la concentrazione di delinquenti-politici alla corte di Re Silvio mi sembra davvero troppa.

Antonio Palagiano
Esecutivo Nazionale Idv

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