2 maggio 2014 | by La Redazione Puglia IDV
Beni Culturali: apprezzabile la volontà del Governo di intervenire, ma la vera riforma è un’altra cosa

Riteniamo apprezzabile la volontà del premier Renzi e del ministro Franceschini di cominciare a cambiare qualcosa nella gestione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma riteniamo del tutto insufficienti le misure proposte in questi giorni dal Governo e riportate stamane dagli organi di stampa. Queste misure riguarderebbero essenzialmente l’accorpamento delle diverse Soprintendenze […]

Riteniamo apprezzabile la volontà del premier Renzi e del ministro Franceschini di cominciare a cambiare qualcosa nella gestione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma riteniamo del tutto insufficienti le misure proposte in questi giorni dal Governo e riportate stamane dagli organi di stampa. Queste misure riguarderebbero essenzialmente l’accorpamento delle diverse Soprintendenze all’interno delle singole regioni e la riduzione del numero delle Direzioni Generali del MiBAC accorpando tra loro quelle delle regioni minori, ottenendo così una diminuzione significativa del numero dei dirigenti di prima e di seconda fascia. Si tratta evidentemente di misure di spending review più che di veri e propri interventi di razionalizzazione del comparto, tese più a risparmiare risorse che a riorganizzare davvero il funzionamento del Ministero. A ciò si aggiungerebbe poi la volontà dichiarata di avviare e facilitare una gestione manageriale dei poli museali nel tentativo di favorire la valorizzazione dei Beni Culturali e di recuperare nuove risorse dalla loro gestione, ma non è ancora chiaro chi, in che modo e con quali regole dovrebbe realizzare questa particolare attività di managerializzazione dei principali poli culturali delle grandi città. Abbiamo la sensazione che ancora una volta se ne faccia una questione esclusivamente economica e finanziaria, e che gli interventi proposti servano essenzialmente a ridurre le spese da una parte e a cercare di aumentare gli incassi dall’altra, nell’ipotesi un po’ ingenua che questo da solo possa essere sufficiente a rilanciare il comparto dei Beni Culturali nel nostro Paese. Noi di Italia dei Valori abbiamo idee diverse, e pensiamo che l’unico modo di ottenere l’obiettivo di un autentico rilancio del comparto culturale italiano passi da una vera e propria riforma del Ministero, cioè da un cambiamento strutturale del funzionamento interno dello stesso, e non da pure e semplici manovre di spending review che nulla intaccano dei problemi reali che hanno reso critica la situazione del nostro patrimonio culturale ed archeologico. Abbiamo elaborato, e stiamo per rendere pubblico, lo “Sblocca-Beniculturali” che presenterà nel dettaglio la nostra proposta di riforma del funzionamento del MiBAC. Pensiamo anche noi che, dopo vari anni di continua moltiplicazione delle poltrone apicali, sia necessario il ridimensionamento dell’apparato dirigenziale e burocratico del dicastero a tutto vantaggio degli operatori territoriali, ma soprattutto riteniamo che sia ormai indispensabile intervenire sui ruoli e sulle competenze delle diverse figure implicate nella gestione del nostro patrimonio, favorendo l’ingresso di nuove e più giovani professionalità in grado di assicurare una vera trasformazione dinamica del funzionamento ministeriale. Una riforma non è tale se non cambia la “struttura” di ciò su cui si vuole intervenire. Noi pensiamo che alle attuali Soprintendenze (in ragione della loro valida formazione accademico-scientifica) debbano rimanere le competenze fondamentali della tutela e della conservazione e restauro dei Beni, ma che le sempre più complesse e delicate funzioni di controllo, ispezione, gestione e valorizzazione locale del patrimonio debbano essere svolte da figure diverse e “terze” rispetto alle precedenti, qualificate a ciò dalla formazione tecnico-giuridico-legislativa assicurata dall’attuale corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali, attraverso l’istituzione di un Ispettorato dei Beni Culturali. Desideriamo con ciò facilitare anche l’ingresso dei giovani laureati nel mondo delle attività legate alla cultura e alla salvaguardia del patrimonio artistico ed archeologico, e favorire al tempo stesso il potenziamento delle strutture e del personale periferico adibito alla valutazione del rischio e agli specifici interventi territoriali. E’ opportuno specificare che questa proposta non va “contro” le Soprintendenze, ma è pensata per andare “con” le Soprintendenze nella direzione di una valida e sicura salvaguardia dei nostri Beni Culturali. Proponiamo inoltre specifiche misure tese a rendere possibili la de-burocratizzazione e la completa informatizzazione degli uffici tecnici, a tutto vantaggio della trasparenza e della rapidità degli interventi. Solo così diventa possibile parlare, con un sufficiente grado di realisticità e di affidabilità, di attività di sponsorizzazione e di gestione manageriale delle realtà museali da parte dei privati. Con lo “Sblocca-Beniculturali” noi di Italia dei Valori desideriamo perciò dare il nostro contributo alla salvaguardia e al rilancio di uno dei settori più vitali per l’economia e per l’immagine dell’Italia, in direzione di un “Patto per la Cultura” verso cui vorremmo veder convergere le forze del centrosinistra insieme alle quali desideriamo candidarci alla guida del governo del Paese.

Gennaro Saragnano – Responsabile Nazionale Laboratorio IDV Beni Culturali

Leave a Reply

— required *

— required *



Indirizzo Nazionale:
Via di Santa Maria in Via, 12 00187 - Roma

Telefono Nazionale
06-69923306

Email: info@italiadeivalori.it
Le nostre immagini
Ultimi Tweet
'footernav', 'container' => '')); ?>
Italia dei Valori - Puglia | Tutti i diritti riservati ©