17 marzo 2014 | by La Redazione Puglia IDV
È urgente la riforma del Ministero dei Beni Culturali

Le antiche Mura Aureliane, che delimitano il centro storico di Roma, mostrano ormai da tempo i segni dell’incuria e dell’abbandono. Dopo i danni alle Mura Latine di qualche anno fa, e quelli più recenti relativi al tratto di piazzale Ardeatino, si sono aggiunti ieri quelli sopravvenuti alla Porta di San Sebastiano, come denunciato da Il […]

Le antiche Mura Aureliane, che delimitano il centro storico di Roma, mostrano ormai da tempo i segni dell’incuria e dell’abbandono. Dopo i danni alle Mura Latine di qualche anno fa, e quelli più recenti relativi al tratto di piazzale Ardeatino, si sono aggiunti ieri quelli sopravvenuti alla Porta di San Sebastiano, come denunciato da Il Tempo.it, con una dinamica che ricorda molto da vicino quella dei recenti crolli nell’area archeologica di Pompei e in parte delle mura medioevali di Volterra. È ormai una situazione insostenibile, che si aggrava di giorno in giorno, e che riguarda vaste aree del nostro patrimonio archeologico. Non è più ammissibile prendersela sempre e soltanto con l’insufficienza dei fondi statali destinati alla tutela dei nostri Beni o, peggio ancora, con il maltempo. Appare sempre più urgente, invece, una riforma profonda dello stesso Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha la piena responsabilità della tutela e della valorizzazione del nostro patrimonio. Nel corso degli ultimi anni, il MiBAC ha subito una trasformazione interna tale che qualcuno lo ha definito recentemente un mostro macrocefalico, una struttura iperburocratizzata dove sono aumentate a dismisura le nomine dirigenziali, centrali e periferiche, a scapito degli organismi territoriali, tecnici e settoriali, destinati specificamente alla tutela. Le Soprintendenze, che del Ministero sono le emanazioni presso gli Enti Locali, sono oberate di incarichi e di compiti per lo più amministrativi e burocratici, e non appaiono più in grado di svolgere al meglio i loro compiti istituzionali, fra i quali pure vi sarebbero quelli del controllo e della valutazione del rischio. Appare perciò urgente la necessità di ridisegnare (all’interno del MiBAC) le mansioni e le funzioni critiche, per esempio attribuendo quelle relative alla vigilanza e all’ispezione ad un organismo separato e distinto dalle Soprintendenze, sollevando queste ultime da compiti e responsabilità che esulano dalle loro competenze che dovrebbero rimanere eminentemente tecnico-scientifiche.

Gennaro Saragnano – Responsabile Nazionale Laboratorio Beni Culturali

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