rossella macchiarola
17 febbraio 2014 | by La Redazione Puglia IDV
Con il sud si riparte! Idee, progetti, programmi per il rilancio del Paese

Carissimi amici ed amiche, a voi tutti va il mio saluto personale e quello di tutta l’IDV, a partire dal Coordinatore Regionale Massimo Colia, che questa sera rappresento. Un ringraziamento speciale va all’organizzatore di questa interessante iniziativa, Michele Dell’Edera, presidente dell’associazione “Sud Project Camp” , al Sindaco di Bari, Michele Emiliano che ci ospita nella […]

Carissimi amici ed amiche, a voi tutti va il mio saluto personale e quello di tutta l’IDV, a partire dal Coordinatore Regionale Massimo Colia, che questa sera rappresento.
Un ringraziamento speciale va all’organizzatore di questa interessante iniziativa, Michele Dell’Edera, presidente dell’associazione “Sud Project Camp” , al Sindaco di Bari, Michele Emiliano che ci ospita nella sua sede istituzionale, al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, due degni rappresentanti di altrettante due bellissime città del Sud, a tutti i convenuti del tavolo di confronto ed ai gentili intervenuti tutti.
E’ sempre costruttivo potersi confrontare con uomini e donne su temi che hanno a cuore le sorti del proprio Paese, in questo caso, del Meridione, terra sofferente, ma ricca di bellezze paesaggistiche, di storia, arte, cultura, tradizioni, le quali, si sono intrecciate con i diversi popoli, che l’hanno conquistata e amata, senza peraltro risparmiarle, purtroppo, atrocità e sofferenze. Siamo un mosaico di razze con caratteristiche somatiche e dialetti diversi tra loro, ma a tutti appartiene la bontà dell’accoglienza e quello di un grande, inalienabile valore, che è la famiglia, il primo nucleo sociale in cui ognuno di noi si forma ed in cui ci si protegge, anche nei momenti più difficili come questo, in cui non pochi sono i problemi che essa vive, nell’attesa di soluzioni che spesso non arrivano. Tra i tanti allarmi che provengono da essa, come la mancanza di lavoro e quindi di sopravvivenza, oggi, nuovi, delicati interrogativi , stimolano le coscienze ad interrogarsi per, poi porvi rimedi. Essi impongono la caduta di alcuni tabù, veri e propri comportamenti discriminatori che ancora, mietono vittime pregiudiziali tra individui giovanissimi, omosessuali, chiusi nell’omertà e nella dolorosa solitudine. Per essi si discute ancora, se riconoscere gli stessi diritti civili, che i cittadini, così detti “normali,” acquisiscono direttamente dalla nascita: io resto assolutamente convinta che occorre rilevare le contraddizioni e le incongruenze per proteggere ogni individuo nella sua interezza, umana e civile, solo così, creando armonia sociale, può fiorire una sana e solida comunità in tutto il territorio. Il nostro meridione, nonostante l’oltraggioso inquinamento che gli viene inflitto, il cui prezzo non ha stima in perdite umane ed ulteriore suo degrado, al solo scopo di lucro da parte di gente senza scrupoli, presenta un aspetto morfologicamente vario e non ha nulla da invidiare a nessun altro posto della terra,è ricco di coste, sabbiose e rocciose, lambite da acque che variano colore a secondo i fondali, ricchi di flora e fauna, interfacciate con altre meravigliose terre che permettono gli interscambi commerciali e turistici. Nel suo interno si estendono verdi pianure e morbide colline, che arricchiscono il paesaggio di colture, interrotte da una parte montuosa che va dal promontorio del Gargano a tutto il subappennino con presenza di boschi, i pochi rimasti, da salvaguardare ad ogni costo! Le sue terre feconde, con il variare delle stagioni, regalano prodotti ricchi di colori, profumi e sapori per le tavole di tutti, anche europee ed internazionali, donando ad ognuno, un po’ del nostre essere SUD! Cibo che nutre e protegge, come la così detta dieta mediterranea a cui molti si ispirano. Nonostante tutto, vi è una comunità che langue, vorrebbe riscattarsi ed ancora non riesce a trovare lo slancio per ottenerlo, si sente sminuita e soggiogata da preconcetti devianti e decisioni capestri, da un potere decisionale pubblico e privato che incombe da secoli e non risponde al bene comune sociale, come le multinazionali che con prepotenza,predominano i mercati, imponendo agli agricoltori costi elevati e uso di semi sterili, geneticamente modificati, non più selezionati per qualità e specificità territoriale, colpa anche di una Europa, troppo lontana dalle esigenze dei cittadini che con le sue politiche ristrette, non fa altro che creare profitto per i pochi che vogliono mantenere alto il loro potere. Certo non sono esenti da responsabilità, gli stessi addetti al settore, che mostrano poca attenzione all’innovazione, la quale non è solo tecnico-strumentale, ma soprattutto comportamentale. Oggi, necessita collaborare, unire tutte le forze per divenire più forti contro una globalizzazione che tutto pianifica e distrugge.C’è stato un periodo e lo ricorda la storia, quella vera, nascosta per tanto tempo, chiusa nella memoria di tanti e sui documenti abbandonati volutamente e rivisitati, che il meridione era un regno, quello delle 2 Sicilie,(1816-1861), qui fiorivano attività imprenditoriali e commerciali, come quelle metallurgiche,siderurgiche, quella cantieristica navale, ed altre, oggi resta una modesta presenza di aziende,la PMI e l’artigianato che riescono a stento a mantenere il livello minimo di produzione con il pericolo sempre in agguato di fallimento e conseguente chiusura, vista la pressione fiscale che incombe su tutti, schiacciando gli stessi cittadini che oltre a subire lo stesso onere, restano vittime di licenziamenti, immobilizzando i consumi, anche di prima necessità! Come donna, impegnata in IDV e madre, sono molto preoccupata per le generazioni future, i nostri figli hanno investito il loro tempo e fatica, nello studio, con il contributo economico cui l’intera famiglia ha sacrificato, per poi ritrovarsi spesso senza lavoro, costretti a scappare all’estero per rincorrere un futuro negato dal proprio Paese. Abbiamo il dovere di rivoltarci e denunciare la classe dirigente che, da un governo all’altro, nulla ha prodotto, oltre agli scandali per sperpero di denaro pubblico e volgarità varie, mentre tutto il Paese ci rimetteva, facendo pagare al mezzogiorno, il prezzo più alto ed il nostro ricordo, va ai tanti imprenditori, suicida,che non hanno retto al crollo della propria azienda con il conseguente licenziamento degli operai. Sono qui per affermare che le donne hanno il dovere di occuparsi delle questioni del proprio territorio, esse sono già parte attiva di questa società, che non le riconosce come tali, messe in un angolo da stereotipi secolari, ormai logori. Siamo un fenomeno di studio, in effetti vi propongo alcuni spunti di uno studio fatto dall’agenzia ISFOL (gruppo analisi di genere del mercato del lavoro) di Francesca Di Giovangiulio che rileva alcuni dati e considerazioni: In Italia, si evince che ci sono problemi strutturali d’incremento della partecipazione femminile sul mercato del lavoro, che non raggiunge gli obiettivi della strategia di Lisbona (occup. Femm. Al 60%), come pure non è in linea neppure con quelli definiti dalla strategia Europa 2020 (75% per l’occupazione di uomini e donne) il tutto aggravato da una crisi economica che persiste. Tra i gap che le donne subiscono ci sono: 1)la forte incidenza della loro condizione familiare con la presenza di figli che non le permettono di esporsi sul mercato lavoro con conseguente discontinuità, dovuta all’evento maternità; 2) forti divari territoriali (noi del sud siamo più penalizzati); 3) il divario contributivo di genere, i maschi hanno una retribuzione maggiore di quella delle donne; 4) la segregazione di genere del mercato lavoro, sia per settori e professioni che per posizioni gerarchiche, in effetti, le donne svolgono lavori meno soddisfacenti che non permettono alle stesse l’avanzamento di carriera. L’occupazione femminile è incentrata soprattutto, nel commercio, negli alberghi e ristorazione e nei servizi alla famiglia e comunità. Anche la Banca d’Italia afferma che, portando l’occupazione delle donne al 60% (oggi 47%), si avrebbe un aumento del prodotto interno lordo, pari al 7%, esso è un requisito di crescita di tutto il sistema.Per favorire l’ inserimento al mercato del lavoro, a favore dello sviluppo dell’imprenditoria femminile, necessitano particolari incentivi e questi possono essere dati dai “Fondi strutturali europei” 2014-2020, come priorità specifica, anche se molti sono gli ostacoli da superare che secondo la possibilità dei territori e una giusta strumentazione, ci deve essere, la condizione di poter accedere a detti finanziamenti, in modo semplificato e in tempi brevi per organizzare il lavoro. Anche la legge 92/2012 del 28 giugno, prevede l’inserimento di misure d’incentivazione all’occupazione femminile, stabilendo l’equità di genere: scomparsa del contratto d’inserimento, incentivi alle domande per assunzione di donne, art 4; altre forme d’incentivazione indiretta; inoltre, la costituzione della sezione speciale” Presidenza del Consiglio dei Ministri- Pari Opportunità” all’interno del Fondo speciale di garanzia, la PMI del ministero per lo Sviluppo Economico. La stessa legge prevede, all’art 4, due misure orientate al sostegno della genitorialità: congedo di paternità, voucher per l’acquisto di servizi di cure (contributi economici finalizzati ai servizi dell’infanzia erogati da soggetti pubblici o privati, accreditati). La richiesta di tali contributi, comporta la rinuncia al congedo parentale. In verità, disposizioni e realtà, corrono su due diversi binari, perché il ridimensionamento della spesa pubblica pesa per la maggior parte sui contributi ai servizi sociali, con l’inadeguatezza dei sevizi di cura dei bambini e degli anziani, quindi ci troviamo con un welfare indebolito. Anche l’Istat, getta il suo grido d’allarme per questa assenza di servizi di cura, che costituisce un ostacolo per l’impresa sul mercato del lavoro di 489.000 donne inoccupate. Il Parlamento europeo, per risollevare le sorti dei Paesi, deve avere un ruolo primario, vincolante che finora non ha mai avuto, perché spesso le decisioni sono lasciate libere a tutti, soprattutto a centri di potere extrapolitici. Il nuovo progetto deve basarsi sul problema debito pubblico, che non deve pesare solo sui più deboli, anzi ritengo debba essere annullato, quanto meno, distribuito nella giusta misura, in rapporto al reddito della comunità, cercando di non considerare i Paesi del sud, i capri espiatori e gli unici colpevoli di tutti i mali della società, condannandoli senza nessuna pietà. Il Sud, oggi non è solo una collocazione geografica, esso lo si trova ovunque, nei flussi migratori che da un capo all’altro del mondo, si spostano, portando con sé ogni forma di ricchezza che dà valore economico e culturale ai territori in cui si stanzia. Sarà il rispetto tra le persone, il lavoro e la sua giusta ed equa retribuzione a non rendere subordinato nessun individuo. Altro punto, non meno importante, riguarda direttamente le donne, è questa furia femminicida e di violenze varie, fisiche e morali, che infuria da molto tempo senza lasciare respiro, a mogli, madri, figlie, nonostante si sia previsto l’inserimento della pena di reato di femminicidio, approvata al Senato con 143 voti a favore e 3 contrari, le tragedie si moltiplicano. Madre e figlia ridotte da un padre padrone in schiavitù, violentate e ridotte in fin di vita, obbligate a lavori pesanti da un marito che agiva come aguzzino, questa, una tra le tante storie.Noi donne abbiamo bisogno di far accrescere in noi autostima, dobbiamo spogliarci di questa cultura atavica che ci ha subordinato nel contesto sociale, negandoci dignità e rispetto, libertà d’ azione, mentre siamo capaci di costruire un modello sociale equo, privo di calcoli egoistici. “Non ci può essere innovazione dove vi è degrado mentale, i cambiamenti cominciano dal giusto agire, dalla divisione libera dei ruoli e del rispetto per essi”. Molte sono state le iniziative promosse per scuotere le coscienze, per incitare le malcapitate a denunciare i rei, le ultime si sono svolte nella giornata di ieri, 14 febbraio, guidate da associazioni, movimenti e semplici cittadini, accomunati in difesa delle donne, con dei flash mob inscenati in diverse piazze di città italiane e non possiamo omettere di ricordare in questa sede: sono i coraggiosi testimoni di un fenomeno aberrante, affinchè le catene del silenzio vengano spezzate. Le donne devono imparare ad aver fiducia anche di coloro che si mobilitano al loro fianco, per difenderle, come molte associazioni “rosa” nate per questo. Devono caricarsi di coraggio e denunciare colui che agisce per il loro male, spesso le forze dell’ordine, arrivano quando ormai è successo l’irreparabile.Tutto questo mi spinge ad essere parte attiva nell’Italia dei Valori e nella comunità in cui opero, perché nessuno potrà mai parlare di noi e delle nostre differenze che possono essere anche punti di forza dell’intera società. Ancora oggi, nei posti di potere, lì dove si decide, esiste una presenza maggioritaria di uomini, soprattutto in età avanzata, così si è reso necessario fare leva sulle quote rosa, un modo per affermare che esistiamo, legge approvata da poco, che permetterà, speriamo, una maggiore partecipazione. I propositi da concretizzare nelle sedi istituzionali, tra uomini e donne, con ampio spazio di confronto, in sintesi sono quelli di usare al meglio le Risorse, investendo nelle imprese, sul capitale umano, nell’integrazione di genere, per un lavoro sicuro e dignitoso. Le politiche di genere non rappresentano un premio per noi donne, ma un mezzo per affermare diritti e pari opportunità, strumento che migliora la società e qualifica la politica, arricchendola di rinnovamento e sviluppo.

Bari, 15/02/2014  – INSIEME PER UNA SOCIETA’ MIGLIORE

Rossella Macchiarola – Coord. Reg. Donne e Politiche di Genere IDV

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