9 dicembre 2013 | by La Redazione Puglia IDV
Sanità: anticoagulatori, dove sono i fondi regionali?

Dove sono spariti i finanziamenti per i malati anticoagulati, che dovevano far funzionare la legge regionale n. 14 del 2008?. Ho sollevato la questione  nella mia interrogazione “Che fine hanno fatto i fondi regionali destinati ai pazienti anticoagulati? L’Assessore intervenga per assumere almeno un Medico per il Centro Trombosi di Padova”, depositata oggi e firmata anche […]

Dove sono spariti i finanziamenti per i malati anticoagulati, che dovevano far funzionare la legge regionale n. 14 del 2008?. Ho sollevato la questione  nella mia interrogazione “Che fine hanno fatto i fondi regionali destinati ai pazienti anticoagulati? L’Assessore intervenga per assumere almeno un Medico per il Centro Trombosi di Padova”, depositata oggi e firmata anche dal collega di partito Gennaro Marotta

I coagulopatici (afflitti da malattie congenite e/o acquisite che comportano trombofilie) sono circa l’1,5% della popolazione. Per migliorare le loro condizioni di vita è stata votata la legge regionale n. 14 del 2008, ma di fondi nel bilancio della Regione non ce ne sono e le iniziative previste sono al palo. Si sarebbe dovuto, secondo la legge, avviare iniziative per migliorare la qualità delle cure per chi segue una terapia con anticoagulanti orali o eparina, prevenire le complicanze emorragiche e trombotiche, favorire l’educazione sanitaria dei cittadini in terapia con farmaci anticoagulanti, organizzare l’aggiornamento professionale del personale sanitario e l’acquisto di coagulometri portatili, per chi fosse in condizioni di necessità.
Invece i pazienti anticoagulati veneti stanno ancora aspettando. Per questo ho chiesto alla Giunta Zaia se la legge sia realmente finanziata e quando lo è stato fatto, visto che le strutture e gli addetti ai lavori non hanno segnali in merito. Domando inoltre come sono state impiegate le eventuali risorse economiche previste, se e dove siano stati costituiti i centri di sorveglianza per la terapia anticoagulante (CSA) a Valenza Dipartimentale, previsti in ogni Ulss.
La mia interrogazione, quale medico diabetologo di professione, punta infine i riflettori sulla carenza di organico del Centro Trombosi di Padova: L’unico riferimento provinciale che ad oggi segue circa 7mila pazienti, nonostante l’impegno dei volontari non ha il personale sanitario sufficiente per l’enorme mole di lavoro: una media di 17 nuovi pazienti a settimana, 200 malati che ogni mattina si sottopongono a prelievo del sangue. Al Centro Trombosi di Padova serve almeno un altro medico: l’assessore Coletto dica se intende intervenire per risolvere la grave situazione che si è venuta a creare.

Qui di seguito il testo integrale della mia interrogazione:

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N.
Che fine hanno fatto i fondi regionali destinati ai pazienti anticoagulati? L’Assessore intervenga per assumere almeno un Medico per il Centro Trombosi di Padova
presentata il 4 dicembre 2013 dai Consiglieri Pipitone, Marotta
Premesso che:con Legge regionale 7 novembre 2008, n. 14 “Misure per migliorare la qualità della vita dei pazienti in terapia anticoagulante”, la Regione del Veneto intende predisporre progetti-obiettivo, azioni programmate e tutte le iniziative idonee dirette a fronteggiare le malattie congenite e/o acquisite che comportano trombofilie e che richiedono un permanente monitoraggio della coagulazione associata alla prescrizione giornaliera della terapia anticoagulante;la L.R. 14/2008 prevede azioni a sostegno e tutela dei pazienti coagulopatici (circa l’1,5% della popolazione), quali:
a) il miglioramento della qualità delle cure per i cittadini che eseguono terapia cronica con anticoagulanti orali o eparina;
b) la prevenzione delle complicanze emorragiche e trombotiche;
c) favorire l’educazione sanitaria del cittadino (e della sua famiglia) in terapia con farmaci anticoagulanti;
d) l’aggiornamento professionale del personale sanitario addetto ai servizi;
e) l’acquisto di coagulometri portatili, per pazienti che si trovino in particolari condizioni di necessità.
Premesso altresì che:la sopracitata L.R. 14/2008 prevede inoltre:
a) l’istituzione, presso le aziende Ulss, di centri di sorveglianza per la terapia anticoagulante (CSA). Le Ulss provvedono a fornire gratuitamente, ai cittadini che ne abbiano bisogno, la necessaria terapia con farmaci anticoagulanti, oltre che agli eventuali presidi sanitari che si rendano necessari;
b) che le aziende Ulss devono individuare le patologie che necessitano di terapia con farmaci anticoagulanti e programmare gli interventi sanitari su tali patologie;
c) che, ad ogni cittadino affetto da patologia che richiede la terapia cronica con farmaci anticoagulanti è fornita, a cura dell’azienda sanitaria in cui il paziente risiede, una tessera personale;
d) che tutti i pazienti hanno diritto alla erogazione gratuita delle prestazioni dei CSA;
e) l’istituzione di servizi specialistici per l’assistenza ai pazienti in terapia con farmaci anticoagulanti, secondo parametri che tengano conto della densità della popolazione, delle caratteristiche geomorfologiche e socioeconomiche delle zone di residenza e dell’incidenza delle malattie che comportano trombofilia;
f) l’istituzione di CSA a livello ospedaliero, a valenza dipartimentale secondo le linee guida della federazione dei centri di sorveglianza dei pazienti anticoagulati (FCSA);
g) la formazione del personale che opera nelle aziende sanitarie locali sul tema della terapia anticoagulante orale (TAO) al fine di evitare le complicanze trombo emorragiche;
h) la collaborazione con le associazioni di categoria dei pazienti anticoagulati (AIPA).
Considerato che:
per il raggiungimento degli anzidetti scopi, le aziende Ulss si avvalgono della collaborazione delle associazioni di volontariato, nelle forme e nei limiti previsti dall’articolo 45 della legge 23 dicembre del 1978, n. 833 “Istituzione del servizio sanitario nazionale”;
l’art. 7 “Norma finanziaria” della L.R: 14/2008 prevedeva: “agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge, quantificati in euro 500.000,00 per ciascuno degli esercizi 2008, 2009 e 2010, si fa fronte con le risorse allocate nell’upb U0140 “Obiettivi di piano per la sanità” del bilancio pluriennale 2008-2010”.

Valutato che:
il Centro Trombosi di Padova, ubicato nell’ Azienda Ospedaliera di Padova, è l’unico riferimento provinciale. Ad oggi segue circa 7.000 pazienti;
in provincia di Padova, dal 2007 al 2012, sono stati 4.563 i nuovi pazienti in cura anticoagulante. Di media, ogni anno, ci sono 912 nuovi pazienti: quindi 17 a settimana, più di 2 al giorno);
ogni mattina si presentano al Centro Trombosi di Padova circa 200 malati, che si sottopongono a prelievo ematico;
grazie al lavoro dei volontari AIPA (Associazione Pazienti Anticoagulati), le schede posologiche vengono inviate, ai pazienti, al loro domicilio;
il personale sanitario è assolutamente insufficiente per l’enorme mole di lavoro che caratterizza il Centro Trombosi patavino (attualmente vi lavorano un cardiologo 2 giorni a settimana, un geriatra 2 giorni a settimana, una laboratorista 1 giorno a settimana, 7 infermieri e 3 tecnici di laboratorio);
un altro medico che aveva un contratto con l’AIPA non è stato riconfermato.

I sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per sapere:
se la L.R. 14/2008 è stata realmente finanziata e quando lo è stato fatto, visto che le strutture e gli addetti ai lavori non hanno segnali in merito;
se, e come, sono state impiegate le risorse economiche previste da tale legge e destinate alle cure dei pazienti anticoagulati;
se, ed eventualmente dove, sono stati costituiti i centri di sorveglianza per la terapia anticoagulante (CSA) a Valenza Dipartimentale, ai sensi dell’art. 3 della già richiamata legge;
se, e come, intende intervenire per risolvere la grave situazione della carenza di organico del Centro Trombosi di Padova.

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